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Buoni Cattivi

uno spaccato della società di fine novecento

Enzo Biagi

Buoni cattivi

Edizione: Club Degli Editori (su licenza di Rizzoli) – 1990

Prima Edizione: Rizzoli – 1989
Pagine: 264

 

Un tempo era più facile identificare chi era il bene e chi il male. La religione, la legge, il costume avevano, superando pur mille contraddizioni, stabilito quali fossero i comportamenti da seguire, condannando alla pubblica esecrazione che trasgrediva a tali regole. Poi è cambiato tutto: ci hanno detto che Dio era morto, che le leggi non erano più al passo coi tempi e che i costumi non erano più adeguati alla nuova realtà. Il risultato? Una grande confusione: ciò che è giusto per alcuni è sbagliato per altri, lo stesso atto è a un tempo lodevole e riprovevole e il relativismo più spinto ha espugnato il castello della morale. Chi, infatti, ha più la capacità (o il coraggio) di stabilire che cosa sia giusto e che cosa sia ingiusto?

Enzo Biagi in questo libro Buoni cattivi, frutto, in parte, della Glaxo Conferences trasmesse da Rai Tre, ci invita a riflettere sullo stato della morale, quando l’impatto della tecnologia, degli interessi in gioco, della scienza (si pensi all’ingegneria genetica) si è fatto sempre più pesante. Non ci propone soluzioni globali, parla e fa parlare su che cosa era la morale alla fine del ventesimo secolo (in politica, nella vita quotidiana, nel giornalismo, nella legge, nella scienza, negli affari) alcuni grandi personaggi della vita italiana.

 

Puoi trovare questa e altre edizioni del libro anche su:

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